Consigli di Viaggio

Sembra un borgo fantasy: case di pietra sotto le cascate, è nella Svizzera italiana

La Cascata di Foroglio nel Canton Ticino, alta 110 metri e considerata la più spettacolare della Svizzera italiana, visibile già dall'ingresso del borgo e raggiungibile in cinque minuti a piedi
La Cascata di Foroglio nel Canton Ticino, alta 110 metri

Foroglio è un villaggio del Canton Ticino senza elettricità, con case in pietra del Quattrocento e una cascata di 110 metri a pochi passi dalle porte: il borgo della Val Bavona raggiungibile in due ore e mezza da Milano.

Ci sono posti che sembrano costruiti da qualcuno che aveva in mente un romanzo fantasy e non un progetto di architettura rurale. Foroglio è uno di questi. Frazione del comune di Cevio, nel Canton Ticino, si trova al fondo della Val Bavona, una delle valli più selvagge e verticali dell’intero arco alpino svizzero: pareti di granito quasi a picco, boschi fitti di castagni e faggi, massi enormi disseminati ovunque come se un gigante li avesse lasciati cadere secoli fa. Le case del borgo sono in pietra, i tetti sono in pietra, il campanile della chiesetta quattrocentesca al centro del nucleo è in pietra. L’acqua scende da 110 metri di altezza a pochi passi dalle abitazioni, solleva vapori freschi che in estate rinfrescano l’aria, e produce un rumore che copre qualsiasi pensiero. Tutto questo è raggiungibile in circa due ore e mezza da Milano.

Una valle che produce energia ma non ne consuma

Il paradosso che definisce la Val Bavona è questo: la valle produce una quantità enorme di energia idroelettrica grazie ai bacini artificiali in quota, come il Robiei, ma non è allacciata alla rete elettrica. Foroglio funziona esclusivamente con pannelli solari, senza cavi che sfregino il panorama, senza la familiarità visiva della modernità. Al tramonto, quando la luce naturale si spegne, il borgo si spegne con essa. Per chi arriva da una città italiana, l’effetto è straniante nel senso migliore: non è una messa in scena, non è un museo a cielo aperto, è semplicemente il modo in cui questo posto ha deciso di stare nel presente.

La valle è abitata in modo discontinuo: i dodici nuclei che la punteggiano, chiamati “terre”, sono vissuti solo dalla primavera all’autunno, secondo un ritmo di transumanza che non è cambiato in secoli. D’inverno la neve e il freddo svuotano i borghi, che restano in attesa. Foroglio è il più conosciuto tra questi nuclei, ma non è il solo che vale la visita: Sonlerto, qualche chilometro più avanti, ha case letteralmente incastrate tra i massi di un’antica frana preistorica, costruite dove la roccia lasciava qualche metro di spazio libero.

La cascata: 110 metri visibili già dall’ingresso del paese

La Cascata di Foroglio non si nasconde. È già visibile dal ponte che collega la strada cantonale all’ingresso del borgo, e più ci si avvicina più diventa difficile ignorarla. Le acque del fiume Calnègia, alimentate dai ghiacciai della Val Calnègia soprastante, si gettano da una parete liscia con un salto di 110 metri, il più spettacolare dell’intera Svizzera italiana secondo molti. Seguendo un breve sentiero pianeggiante di cinque minuti dal centro del paese, si arriva alla base della cascata: qui la potenza dell’acqua che impatta sulle rocce produce una nube di vapore perenne, un rumore che vibra nello sterno, una frescura che in piena estate vale da sola il viaggio.

Non è un caso che in questo punto sia stata installata una delle altalene del progetto Swing the World, che permette di dondolarsi con la cascata come sfondo diretto. È diventata una delle immagini più condivise del Ticino su Instagram, e ha contribuito a portare Foroglio all’attenzione di un pubblico più largo di quello degli escursionisti tradizionali.

La Val Calnègia: la valley sospesa sopra la cascata

Chi vuole spingersi oltre la cascata trova uno dei percorsi più affascinanti della zona. Dal bordo della cascata parte una scalinata di pietra scavata nella roccia, irregolare e ripida, che sale verso la Val Calnègia: una valle sospesa invisibile dal basso, che si apre all’improvviso sopra il salto d’acqua con un paesaggio completamente diverso. Il fondovalle diventa più ampio, i prati sono costellati di massi levigati dall’antico ghiacciaio, il rumore dell’acqua si dilata invece di concentrarsi.

Il percorso porta al Puntid, un ponticello in pietra ad arco che attraversa il torrente Calnègia sopra pozze color smeraldo, e agli Splüi, le costruzioni trogloditiche ricavate sotto enormi massi di granito che i pastori usavano come rifugi, cantine e stalle durante la transumanza estiva. La Splüia Bela, raggiungibile con una breve deviazione, è la costruzione sotto roccia più antica del Ticino. Proseguendo si arriva al nucleo di Calnègia, ultimo abitato della valle. L’escursione completa richiede circa 3 ore di cammino.

Il grotto, la polenta e i formaggi d’alpe

Foroglio ha anche un’anima gastronomica semplice e solida. L’Osteria Froda, con vista diretta sulla cascata, è il riferimento per chi vuole sedersi a tavola dopo un’escursione. Il menu segue la tradizione ticinese senza deviazioni: polenta fumante, formaggi d’alpe, salumi locali, minestrone, torta di noci. È il tipo di cucina che richiede ingredienti buoni e ricette consolidate, senza bisogno di altro. Marco Müller, ex direttore dei festival del cinema di Locarno e di Venezia, l’ha descritta come il posto dove “si può respirare davvero un’altra vita, guardare la cascata e mangiare un minestrone o una polenta col formaggio di un tipo di cui in città hanno perso la ricetta.”

Come arrivare da Milano

Da Milano il percorso in auto dura circa due ore e mezza: autostrada A9 verso Como e Chiasso, ingresso in Svizzera con vignetta autostradale, A2 fino a Locarno, poi direzione Vallemaggia seguendo la strada cantonale fino a Cevio, poi Bignasco, poi la deviazione per la Val Bavona fino a Foroglio, dove si trova un parcheggio a pagamento all’ingresso del nucleo. Chi preferisce i mezzi pubblici parte dalla stazione ferroviaria di Locarno con gli autopostali che risalgono la Vallemaggia: il viaggio dura circa un’ora e un quarto con cambio a Bignasco. Il periodo migliore va dalla primavera avanzata all’autunno, con la cascata al massimo splendore in primavera grazie allo scioglimento delle nevi.

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