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Pensioni, come cambieranno a febbraio: i nuovi importi

L’incremento provvisorio dell’1,4% sulle pensioni, stabilito dal decreto interministeriale del 19 novembre 2025La perequazione delle pensioni nel 2026: modalità e fasce di applicazione(www.ilmiogirointornoalmondo.it)

Con l’inizio del nuovo anno, si confermano gli adeguamenti degli importi pensionistici previsti per il 2026.

L’incremento provvisorio dell’1,4% sulle pensioni, stabilito dal decreto interministeriale del 19 novembre 2025, segna un passo importante nelle politiche previdenziali, pur mantenendo alcune differenze significative tra le varie fasce di assegno.

Il meccanismo di rivalutazione delle pensioni, noto come perequazione automatica, continua a essere applicato in base a una scala graduata, che premia in misura piena gli assegni più bassi, ponendo l’obiettivo di sostenere soprattutto le categorie più vulnerabili dal punto di vista economico. La percentuale indicata di adeguamento è stata fissata all’1,4% per il 2026, in linea con le stime dell’inflazione ufficiale e con il meccanismo di aggiornamento previsto dalla normativa.

In dettaglio, gli aumenti saranno così modulati:

  • Rivalutazione al 100% (1,4%) per le pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo che, nel 2026, è stato aggiornato a circa 611,85 euro mensili lordi (pari a circa 7.954 euro annui).
  • Rivalutazione al 90% (1,26%) per assegni compresi tra quattro e cinque volte il minimo, cioè da circa 2.447 euro a 3.058 euro lordi mensili.
  • Rivalutazione al 75% (1,05%) per pensioni superiori a cinque volte il trattamento minimo.

Questa divisione rimane coerente con la filosofia di protezione delle pensioni più basse, evitando che gli incrementi favoriscano in proporzione maggiore chi percepisce già assegni elevati.

Cosa cambia in busta paga: esempi concreti degli aumenti 2026

Gli incrementi, benché importanti sul piano percentuale, si traducono in aumenti mensili moderati, che variano in base al valore della pensione. Alcuni esempi di simulazione, riferiti a importi lordi, mostrano in modo chiaro l’impatto reale:

  • Per una pensione di 1.000 euro, l’aumento mensile sarà di circa 14 euro, pari a 182 euro annui.
  • Per una pensione di 1.500 euro, l’incremento sarà di circa 21 euro al mese.
  • Per assegni di 3.000 euro, l’aumento mensile sarà intorno a 41 euro (calcolato con la perequazione al 100% fino a 2.447 euro e al 90% sulla parte eccedente).
  • Per pensioni da 4.000 euro, l’aumento sarà di circa 51,70 euro lordi al mese.

Questi numeri evidenziano come il sistema continui a premiare i pensionati con assegni più contenuti, in linea con gli obiettivi di equità e sostegno.

Nuovo bonus 2026: a chi spetta

L’impatto del carico fiscale sugli aumenti pensionistici-ilmiogirointornoalmondo.it

Uno degli aspetti più discussi riguardo al rinnovo pensionistico è l’effetto delle imposte, in particolare dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali, che riducono sensibilmente il beneficio netto percepito dai pensionati. Il fenomeno del cosiddetto fiscal drag si è confermato anche nel periodo 2022-2026: nonostante una rivalutazione lorda complessiva del 16,46%, il guadagno reale netto si è attestato intorno al 12%, a causa dell’aumento della pressione fiscale.

Particolarmente delicata è la situazione delle pensioni minime. Nel 2026, l’importo base aggiornato a 611,85 euro – che include una maggiorazione straordinaria dell’1,3% rispetto al 2025 – si traduce in un aumento reale mensile di circa 3 euro rispetto ai 616,67 euro del 2025. Questo incremento contenuto ha suscitato numerose critiche durante il dibattito sulla Legge di Bilancio, soprattutto in considerazione dell’aumento del costo della vita.

Date di pagamento e modalità di erogazione

Il calendario per i pagamenti delle pensioni nel 2026 resta invariato rispetto agli anni precedenti. La mensilità di gennaio sarà disponibile a partire dal 3 gennaio per i titolari di conto corrente postale e dal 5 gennaio per chi riscuote tramite banca. Si ricorda che, a partire da febbraio 2026, il cedolino con il dettaglio degli importi aggiornati sarà consultabile nell’Area personale del sito INPS.

Nel mese di febbraio, in particolare, i pensionati riceveranno anche gli arretrati relativi ai mesi precedenti, poiché alcuni aumenti previsti non erano stati corrisposti tempestivamente in passato.

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