L’Eshima Ohashi non è quindi solo un’opera ingegneristica funzionale ma è anche diventato un’attrazione turistica.
L’Eshima Ohashi, noto come il “Ponte delle montagne russe“, continua a stupire viaggiatori e appassionati di ingegneria per la sua caratteristica forma e la sua fama di ponte più ripido del mondo.
Situato tra le città di Matsue e Sakaiminato, nelle prefetture di Shimane e Tottori, questo ponte è un esempio straordinario di progettazione moderna, che unisce funzionalità e ingegneria avanzata in un paesaggio unico.
La realtà dietro la pendenza del ponte Eshima Ohashi
Spesso fotografato da lontano con teleobiettivi potenti, l’Eshima Ohashi appare come una rampa vertiginosa, tanto da essere soprannominato il “Ponte delle montagne russe“. Tuttavia, questa impressione è in gran parte frutto di un’efficace illusione ottica. La pendenza reale del ponte è infatti molto meno estrema di quanto sembri nelle immagini più diffuse sui social network e in rete.
Il ponte misura 1,7 chilometri di lunghezza e raggiunge un’altezza massima di quasi 45 metri, con una pendenza del 6,1% su un lato e del 5,1% sull’altro, ovvero circa 3 gradi. Questa inclinazione consente un passaggio agevole ai veicoli, senza richiedere particolari sforzi o pericoli.

Il Ponte delle “Montagne russe” – ilmiogirointornoalmondo.it
La percezione di una salita quasi verticale deriva dall’uso di teleobiettivi con compressione prospettica, che riducono le distanze apparenti tra le varie sezioni del ponte, creando un effetto visivo di estrema ripidità.
Una struttura ingegneristica sofisticata
L’Eshima Ohashi è un ponte a telaio rigido, il più grande del Giappone nella sua categoria, e la sua costruzione è stata completata nel 2004 dopo sette anni di lavori. La scelta di una struttura rigida senza parti mobili è stata dettata dalla necessità di garantire resistenza e durata in una zona soggetta a terremoti e tifoni. Ogni pilastro è progettato per sopportare scosse fino a magnitudo 7 sulla scala Richter, offrendo così un’affidabilità essenziale per il traffico quotidiano.
La pendenza del ponte è stata inoltre una scelta obbligata per permettere il passaggio delle navi sotto la struttura senza dover interrompere il traffico stradale. Prima dell’Eshima Ohashi, le due città erano collegate da un ponte levatoio che, ogni volta che doveva alzarsi per il passaggio delle imbarcazioni, bloccava il traffico per almeno otto minuti. Questo creava disagi significativi sia per i cittadini sia per il trasporto commerciale.
Il ponte come simbolo di innovazione e funzionalità
Oltre alla sua iconica inclinazione, l’Eshima Ohashi rappresenta un esempio di come la progettazione infrastrutturale possa rispondere efficacemente a esigenze complesse, bilanciando traffico marittimo e stradale. Il ponte è capace di sostenere veicoli pesanti, superando i limiti imposti dal vecchio ponte levatoio, che non poteva supportare carichi superiori a 14 tonnellate.
Per gli appassionati di fotografia e turismo, il ponte offre uno spettacolo unico, soprattutto se immortalato da una distanza considerevole, come dalla vicina isola di Daikonshima. Da lì, è possibile catturare l’effetto ottico che ha reso celebre questa struttura in tutto il mondo.
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