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Se fai questa cosa potresti avere un QI più alto della media

Come calcolare il QISe fai questa cosa potresti avere un QI più alto della media -ilmiogirointornoalmondo.it

Quando cala la sera e il silenzio prende il sopravvento, per molte persone inizia la fase più complessa della giornata: quella in cui la mente non si spegne mai davvero.

Pensieri tumultuosi, dialoghi interiori incessanti e immagini che emergono proprio mentre il corpo reclama riposo sono fenomeni che, per anni, sono stati semplicemente attribuiti a irrequietezza o insonnia.

Tuttavia, le più recenti ricerche scientifiche suggeriscono una chiave di lettura più sofisticata e intrigante.

L’intensa attività mentale prima del sonno e l’intelligenza superiore alla media

Studi recenti nel campo della neuroscienza e della psicologia del sonno evidenziano una relazione significativa tra un elevato quoziente intellettivo e un’intensa attività mentale durante la sera. La ricerca pubblicata su Médecine du Sommeil ha messo in luce come le persone con alto potenziale cognitivo tendano a sperimentare una maggiore durata del sonno paradossale, o fase REM, quella fase cruciale in cui il cervello è particolarmente attivo.

QI alto e insonnia: quale collegamento?

L’intensa attività mentale prima del sonno e l’intelligenza superiore alla media-ilmiogirointornoalmondo.it

In questo momento, il cervello non solo consolida ricordi e rielabora informazioni, ma stimola anche la creatività attraverso sogni vividi e complessi. Questa “iperattività cerebrale” nelle ore che precedono il sonno sembra indicare una difficoltà naturale a “ridurre i giri” per chi possiede un’intelligenza superiore, con la mente che continua a elaborare e analizzare dati anche mentre il corpo si prepara a riposare.

La psicologa Arielle Adda, citata recentemente da Le Figaro Étudiant, spiega che chi ha un’intelligenza elevata sviluppa spesso una vera e propria abitudine cognitiva serale. Prima di addormentarsi, queste persone ripercorrono mentalmente la giornata, analizzano conversazioni, rivalutano decisioni e anticipano eventi futuri. Questa routine mentale, seppur spontanea, può diventare una sfida per il rilassamento rapido e favorire difficoltà ad addormentarsi.

Parallelamente, uno studio condotto da Anne Guignard-Perret e Olivier Revol ha osservato nei bambini ad alto potenziale dei modelli di sonno caratterizzati da cicli più brevi ma più numerosi, segno di un’attività cerebrale accelerata anche durante il riposo. Con l’età adulta, questa peculiarità si manifesta in una combinazione di creatività elevata, sogni complessi e un certo grado di stanchezza mentale, soprattutto in assenza di strategie adeguate per gestire il sonno.

L’iperattività mentale notturna non è soltanto un limite. Numerosi studi sottolineano come questa condizione favorisca la creatività, la memoria associativa e il pensiero laterale. Molte intuizioni e idee geniali emergono proprio durante quelle ore sospese tra veglia e sonno, rendendo questo stato un vero e proprio terreno fertile per l’innovazione.

Tuttavia, il rovescio della medaglia è rappresentato da una maggiore difficoltà nel rilassamento, un aumento del senso di affaticamento e una possibile compromissione della qualità del sonno nel lungo termine. Per questo motivo, gli specialisti consigliano di non reprimere i pensieri ma di accompagnarli verso un ritmo più lento e armonico.

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