Nel percorso della crescita infantile, le parole dei genitori assumono un peso fondamentale nel plasmare la loro personalità.
Un genitore, inteso non solo come figura biologica ma anche sociale e affettiva, ha la grande responsabilità di guidare i propri figli verso una vita equilibrata e serena, come sottolineato dalla più recente normativa italiana che promuove il principio di bigenitorialità, ossia il diritto del minore a mantenere un rapporto equilibrato con entrambi i genitori, indipendentemente dallo stato civile o dalla convivenza di questi ultimi.
Essere genitori è una sfida complessa che richiede consapevolezza, empatia e un continuo lavoro su sé stessi. Il bambino, definito dall’Organizzazione delle Nazioni Unite come individuo sotto i 18 anni, attraversa varie fasi di sviluppo che coinvolgono capacità motorie, sensoriali e sociali. In questo delicato processo, il modo in cui un genitore si rivolge al proprio figlio può determinare in modo decisivo il suo benessere psicologico e la costruzione di un’autostima solida.
Secondo esperti di pedagogia e psicologia evolutiva, alcune frasi comunemente utilizzate dai genitori possono avere effetti dannosi, limitando la libertà espressiva e la naturale esplorazione del mondo da parte del bambino. Frasi come “Non fare”, “Non essere”, o “Non esprimere” possono ledere la percezione che il bambino ha di sé, mettendo in discussione il diritto fondamentale di ogni individuo a essere accettato per ciò che è.
Le 10 frasi da evitare per non compromettere lo sviluppo emotivo
La comunicazione genitore-figlio deve sempre mirare a rafforzare la fiducia e la sicurezza interiore del bambino. Ecco una guida aggiornata basata sulle recenti evidenze scientifiche e pedagogiche riguardo a cosa non dire mai ai propri figli:
- “Non fare” – Pur avendo l’intento di prevenire comportamenti pericolosi, questa frase può generare confusione. È preferibile spiegare il motivo del divieto e proporre alternative concrete, distinguendo sempre tra l’azione e il bambino stesso.
- “Non essere” – Un bambino ha il diritto di esplorare tutte le sfumature della propria personalità, inclusa la vivacità e la curiosità. Negare questa possibilità può limitare lo sviluppo dell’identità.
- “Non esprimere” / “Non farti sentire” – Bloccare l’espressione delle emozioni e dei pensieri può portare a difficoltà relazionali e a problemi di autostima in età adulta.
- “Non crescere” – Anche se detta con affetto, questa frase può trasmettere un messaggio di paura verso il cambiamento e l’autonomia, elementi essenziali per una crescita sana.
- “Non sei importante” – Mai sottovalutare il valore del bambino. Ogni bambino ha bisogno di sentirsi accolto e amato incondizionatamente.
- “Non stare qui” – Escludere o allontanare il bambino può far nascere sentimenti di rifiuto e insicurezza.
- “Pensaci bene” – Anche se inteso come invito a riflettere, può diventare un modo per scaricare ansie o responsabilità sui figli.
- “Fallo per me” – L’amore condizionato può generare dipendenza emotiva e un senso di obbligo, compromettendo la libertà di scelta del bambino.
- “Piantala, se no vedi!” – Minacciare o usare ricatti emotivi alimenta l’insicurezza e può sviluppare atteggiamenti passivo-aggressivi.
- Frasi che iniziano con negazioni generiche – Ogni “non” che nega un aspetto della personalità o del comportamento del bambino può intaccare la sua naturale propensione all’esplorazione e all’apprendimento.

Genitorialità consapevole: un percorso di crescita condivisa (www.ilmiogirointornoalmondo.it)
Il ruolo del genitore è quello di una guida che accompagna il bambino nel suo cammino verso la maturità emotiva e sociale. La scienza pedagogica sottolinea che non esiste una preparazione specifica per diventare genitori, ma è fondamentale acquisire strumenti educativi che favoriscano il rispetto, l’amore e la comunicazione efficace. Organizzazioni come Genitori.it si impegnano nella formazione e nel supporto ai genitori, offrendo percorsi di coaching, mentoring e risorse digitali per affrontare con empatia e competenza le sfide della genitorialità.
Il bene dei figli passa attraverso il benessere emotivo che nasce da un ambiente familiare equilibrato, in cui l’autorità è esercitata con fermezza ma anche con rispetto e ascolto. Un genitore maturo riconosce i propri limiti e accetta gli errori, usando ogni esperienza come occasione di crescita personale e familiare.
L’importanza delle parole nella crescita del bambino (www.ilmiogirointornoalmondo.it)






