Quanti contributi servono con le nuove regole per l’accesso alla pensione anticipata? Tutto quello che c’è da sapere.
Con l’avvio del nuovo anno, la previdenza sociale in Italia affronta rilevanti novità, in particolare per chi aspira a una pensione anticipata.
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto modifiche significative che riportano l’attenzione sulla disciplina originaria della Riforma Fornero, con un irrigidimento delle condizioni di accesso all’uscita anticipata e un rafforzamento della previdenza complementare. Analizziamo le principali novità e cosa comportano per i lavoratori, soprattutto per chi ha iniziato a versare i contributi prima del 2000.
Nuovi requisiti per la pensione anticipata e di vecchiaia
Le regole per l’accesso alla pensione di vecchiaia restano sostanzialmente invariate nel 2026, mantenendo l’età minima a 67 anni. Tuttavia, la Legge di Bilancio prevede un progressivo innalzamento di età anagrafica e contributiva nel biennio successivo, allineando i requisiti all’aspettativa di vita calcolata dall’Istat. Il calendario indicativo è il seguente:
- 2026: 67 anni per la pensione di vecchiaia; 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini; 41 anni e 10 mesi per le donne per la pensione anticipata.
- 2027: 67 anni e 1 mese per la vecchiaia; 42 anni e 11 mesi (uomini), 41 anni e 11 mesi (donne).
- 2028: 67 anni e 3 mesi per la vecchiaia; 43 anni e 1 mese (uomini), 42 anni e 1 mese (donne).
Il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha sottolineato come, a condizione di solidità dei conti pubblici, il Governo valuterà nel corso del 2026 la possibilità di ridurre o eliminare l’aumento previsto dall’anno successivo. Particolarmente rilevante è la situazione di chi ha iniziato a versare i contributi previdenziali prima del 2000. Per questi lavoratori, il sistema contributivo misto consente ancora di usufruire di alcune deroghe, ma la nuova normativa rende più stringente il calcolo e il requisito minimo di versamenti. In particolare, la possibilità di andare in pensione anticipata si basa sul raggiungimento di una soglia minima di contribuzione, che nel 2026 è fissata a circa 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.
Va inoltre considerato che per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996, è ancora possibile cumulare i contributi versati in diverse gestioni, un’opzione che è stata invece eliminata per i lavoratori “contributivi puri” (coloro che hanno cominciato dopo il 1° gennaio 1996). Questa distinzione è cruciale in quanto impedisce a chi ha iniziato dopo il 1996 di utilizzare i contributi versati nei fondi pensione complementari per raggiungere la soglia minima necessaria per il pensionamento anticipato a 64 anni. La soglia INPS da raggiungere senza cumulo è particolarmente alta, pari a tre volte l’assegno sociale, rendendo di fatto quasi impossibile l’uscita a 64 anni per molti lavoratori.

Le nuove regole per le pensioni del 2026 – Ilmiogirointornoalmondo.it
Dal punto di vista economico, la rivalutazione automatica delle pensioni nel 2026 sarà basata sull’inflazione rilevata nel 2025, fissata provvisoriamente all’1,4%. Tuttavia, la rivalutazione sarà graduata in base all’importo dell’assegno, con un meccanismo a scalare:
- 100% di rivalutazione per pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo (circa 2.447 euro lordi);
- 90% di rivalutazione per assegni tra 4 e 5 volte il minimo;
- 75% di rivalutazione per pensioni superiori a 5 volte il minimo.
Per le pensioni più basse è confermata una rivalutazione straordinaria dell’1,3%, che porta il trattamento minimo base a 611,85 euro mensili, con un assegno finale, grazie alla maggiorazione, che arriva a circa 619,80 euro. Dal punto di vista fiscale, la Manovra ha reso strutturale la riduzione dell’aliquota IRPEF per la fascia di reddito compresa tra 28.000 e 50.000 euro, che scende dal 35% al 33%.
Questo provvedimento comporta un risparmio fiscale che può raggiungere i 440 euro all’anno e coinvolge anche molti pensionati che rientrano in questo scaglione di reddito. Le novità introdotte nel 2026 delineano quindi un quadro previdenziale più rigoroso, con un ritorno alle regole della Riforma Fornero per quanto riguarda le uscite anticipate, ma anche con un’attenzione crescente verso il rafforzamento della previdenza integrativa e una parziale riduzione del carico fiscale per i redditi medi.
Pensione anticipata, le novità del 2026: come calcolarla - Ilmiogirointornoalmondo.it 






