Enogastronomia

Il Lambrusco giusto per ogni piatto: gli abbinamenti che trasformano una cena normale in un capolavoro

Negli ultimi anni, grazie anche al rinnovato interesse per i vitigni autoctoni italiani e a un’attenzione crescente verso la qualità e la sostenibilitàI molteplici volti del Lambrusco: tipologie e territori (www.ilmiogirointornoalmondo.it)

Il Lambrusco, emblema enologico dell’Emilia-Romagna, continua ad affermarsi come uno dei vini più versatili e apprezzati.

Negli ultimi anni, grazie anche al rinnovato interesse per i vitigni autoctoni italiani e a un’attenzione crescente verso la qualità e la sostenibilità, il Lambrusco si presenta oggi in molteplici versioni e con abbinamenti che valorizzano ogni portata, trasformando una cena ordinaria in un’esperienza memorabile.

Il Lambrusco non è un solo vino, ma un insieme di varietà ampelografiche autoctone, che comprendono ben tredici vitigni riconosciuti, tra cui Sorbara, Grasparossa, Salamino, Montericco, e altri meno noti come Barghi e Benetti. Questi vitigni sono coltivati principalmente nelle province di Modena, Reggio Emilia, Parma e Mantova, con un terroir unico caratterizzato da un clima temperato subcontinentale e terreni particolarmente fertili, che garantiscono freschezza e acidità distintive.

Le denominazioni di origine controllata (DOC) e le indicazioni geografiche tipiche (IGT) che certificano la qualità e la provenienza del Lambrusco sono molteplici: tra le più rinomate si annoverano il Lambrusco di Sorbara DOC, dal colore rosso rubino chiaro e profumo delicato, e il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC, più strutturato e intenso, ideale per accompagnare carni saporite. Altre DOC di rilievo includono il Lambrusco Salamino di Santa Croce, il Reggiano Lambrusco DOC e il più delicato Lambrusco Montericco DOC, con tonalità tendenti al rosato. Fuori dall’Emilia, il Lambrusco Mantovano DOC conferma la diffusione del vitigno anche in Lombardia.

Le versioni del Lambrusco spaziano dal secco, fresco e vivace, all’amabile, con dolcezza moderata, fino al dolce, perfetto per dessert e pasticceria. Negli ultimi anni si è assistito a un crescente interesse per le versioni metodo classico, che conferiscono al Lambrusco finezza e eleganza inedite, elevandolo accanto ai grandi spumanti italiani.

Abbinamenti gastronomici: il Lambrusco come protagonista a tavola

Uno degli aspetti più affascinanti del Lambrusco è la sua capacità di accompagnare una vasta gamma di piatti tradizionali, esaltandone i sapori senza sovrastarli. La sua effervescenza e la struttura tannica, variabile a seconda della tipologia, lo rendono ideale per bilanciare piatti ricchi e saporiti tipici dell’Emilia-Romagna.

Con gli antipasti di salumi e formaggi – come prosciutto di Parma, mortadella, salame e Parmigiano Reggiano – il Lambrusco amabile o secco crea un equilibrio perfetto, soprattutto se accompagnato da specialità come lo gnocco fritto o l’erbazzone. Nei primi piatti, le bollicine puliscono il palato tra un boccone e l’altro, rendendo il Lambrusco compagno ideale di lasagne, tortellini in brodo e tagliatelle al ragù.

Per i secondi, il Lambrusco Grasparossa, più corposo e tannico, si sposa egregiamente con arrosti, bollito misto, cotechino e zampone, piatti ricchi e strutturati che richiedono un vino di carattere. Le versioni dolci del Lambrusco, invece, trovano il loro naturale abbinamento nei dessert tradizionali come la torta Barozzi o dolci a base di frutta e pasticceria secca.

Un ulteriore elemento di novità è rappresentato dalle tecniche di produzione contemporanee: oltre al metodo ancestrale e alla rifermentazione in bottiglia, le versioni metodo Martinotti e soprattutto metodo classico stanno portando il Lambrusco verso nuovi orizzonti di qualità, con vini più fini e complessi che conquistano anche i palati più esigenti.

L’Emilia-Romagna, con la sua conformazione geografica che spazia dalla pianura padana alle colline appenniniche, rappresenta un terroir ideale per la coltivazion

Lambrusco e territorio: un legame profondo che guarda al futuro(www.ilmiogirointornoalmondo.it)

L’Emilia-Romagna, con la sua conformazione geografica che spazia dalla pianura padana alle colline appenniniche, rappresenta un terroir ideale per la coltivazione del Lambrusco. Il clima temperato subcontinentale, con estati calde e inverni freddi, unito a terreni alluvionali ricchi di nutrienti, favorisce la crescita equilibrata delle uve e la conservazione di una buona acidità, elemento chiave per la freschezza del vino.

Negli ultimi anni, le nuove generazioni di produttori stanno valorizzando al massimo questo patrimonio vitivinicolo, promuovendo l’enoturismo come strumento di crescita e diffusione del brand Lambrusco. Le cantine si aprono al pubblico con degustazioni guidate, eventi e momenti conviviali, incorniciati da paesaggi suggestivi che raccontano la storia e la cultura del vino. Questo sviluppo non solo sostiene l’economia locale, ma rafforza anche il legame tra vino, territorio e tradizione gastronomica.

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