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Acqua in bottiglia, scatta l’allarme: i pericoli e i rischi, lo studio parla chiaro

Un recente studio condotto dalla Concordia University, pubblicato sul Journal of Hazardous Materials, ha confermato come chi consumaL’ingestione quotidiana di microplastiche: un rischio sottovalutato (www.ilmiogirointornoalmondo.it)

Il consumo di acqua in bottiglia rappresenta una fonte significativa di assunzione di microplastiche, una problematica ambientale e sanitaria.

Un recente studio condotto dalla Concordia University, pubblicato sul Journal of Hazardous Materials, ha confermato come chi consuma abitualmente acqua imbottigliata ingerisca fino a 90.000 particelle di microplastiche in più ogni anno rispetto a chi preferisce altre fonti idriche.

Le microplastiche sono minuscoli frammenti di plastica, con dimensioni che variano da 1 millesimo di millimetro fino a 5 millimetri. Nonostante la loro ridotta dimensione, queste particelle rappresentano una minaccia concreta non solo per l’ambiente ma anche per la salute umana. Tutti, quotidianamente, ingeriamo microplastiche in quantità che si aggirano tra le 32.000 e le 50.000 particelle annuali, ma chi beve acqua in bottiglia ne assume una quantità aggiuntiva considerevole.

Lo studio canadese sottolinea come l’acqua imbottigliata sia la principale via di ingresso di queste microplastiche nell’organismo umano, poiché vengono ingerite direttamente dalla fonte, senza passare attraverso la catena alimentare come avviene con altre tipologie di plastica. Questo meccanismo facilita il superamento delle barriere biologiche e può interferire con il normale funzionamento degli organi.

Sara Sajeedi, ricercatrice principale dello studio, avverte che “bere dalle bottiglie di plastica è accettabile in caso di emergenza, ma non dovrebbe diventare un’abitudine quotidiana”. Il consumo regolare di acqua in bottiglia potrebbe esporre l’organismo a rischi maggiori rispetto a quanto si pensasse fino a poco tempo fa.

Impatti sulla salute e strategie di prevenzione

Le microplastiche ingerite sono state associate a diversi effetti negativi sull’organismo umano. Tra questi si annoverano disturbi respiratori, infiammazione cronica, stress ossidativo, e potenzialmente un aumento del rischio di sviluppare tumori, problemi ormonali e riproduttivi, nonché danni al sistema nervoso. Sebbene gli effetti a lungo termine non siano ancora stati del tutto chiariti, la comunità scientifica invita alla massima prudenza.

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda le nanoplastiche, particelle ancora più piccole che sfuggono agli attuali metodi di misurazione ma che si disperdono nell’ambiente, entrando in contatto con l’organismo non solo attraverso l’ingestione ma anche tramite l’aria respirata e il contatto cutaneo.

Per limitare l’esposizione, è consigliabile evitare l’esposizione delle bottiglie di plastica alla luce solare diretta e agli sbalzi di temperatura, nonché evitare di riutilizzare contenitori monouso. Tuttavia, queste precauzioni hanno un impatto limitato rispetto alla massiccia produzione e distribuzione di microplastiche, presenti sin dalla fase di produzione, trasporto e stoccaggio delle bottiglie.

E' questa la migliore acqua minerale in bottiglia

Verso un futuro senza plastica monouso: le sfide delle infrastrutture idriche – ilmiogirointornoalmondo.it

Lo studio della Concordia University suggerisce che la soluzione più efficace per ridurre l’ingestione di microplastiche sia migliorare le infrastrutture idriche pubbliche per garantire a tutti un accesso sicuro e sostenibile all’acqua potabile, senza la necessità di ricorrere alle bottiglie di plastica monouso.

In Italia e in molti altri Paesi, la qualità dell’acqua del rubinetto è in costante miglioramento grazie a investimenti tecnologici e controlli più rigorosi. Promuovere la fiducia nel sistema idrico pubblico e incentivare l’uso di contenitori riutilizzabili può contribuire significativamente a limitare l’impatto delle microplastiche sull’organismo umano.

La crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale ha portato anche a innovazioni nel design e nei materiali delle bottiglie di plastica: si prevede che entro il 2030 queste saranno realizzate con materiali più ecocompatibili e riciclabili, riducendo l’impatto ambientale e potenzialmente anche la quantità di particelle rilasciate.

Nel frattempo, l’invito degli esperti è di adottare comportamenti consapevoli, limitando il consumo di acqua in bottiglia e privilegiando l’acqua del rubinetto o alternative in materiali non plastici, per proteggere la salute individuale e contribuire alla salvaguardia del pianeta.

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