Attica, Grecia

Atene

La città più costosa della Grecia… anche più di Kalambaka! Abbiamo prenotato un hotel a 10 minuti di metropolitana dalle principali attrazioni  e comunque è risultato costoso.

Il Partenone

Per visitare la città ho seguito i consigli della guida Lonely Planet . Le parti denominate  “Atene in 2 giorni” e “Atene in 4 giorni”, mi sono state molto utili insieme all’ ” Itinerario a piedi – Il centro di Atene” che  descrive un percorso che va da Syntagma al Mercato delle Pulci di Monastiraki.

All’itinerario della giuda abbiamo dedicato una giornata; il giorno seguente siamo andati  a visitare l’ Acropoli, sito UNESCO dal 1987.  Se non volete strapazzarvi troppo, per visitare l’ Acropoli e l’Antica Agorà contate almeno un a giornata. Le informazioni aggiornate in tempo reale sui costi dell’ Acropoli si possono trovare presso il sito del Ministero della Cultura e dello Sport.

Il Cambio della Guardia

Atene è una città talmente grande che scegliere  cosa vedere oltre alle attrazioni principali non è facile.

Per quanto riguarda la possibilità di fare #fotografia le occasioni non mancano. Paesaggi, monumenti, fotografia di strada o fotografia per immortalare murales o street art e fotografia naturalistica….perché in Grecia può capitare in qualsiasi momento che una tartaruga vi attraversi la strada, soprattutto nei siti dove si trovano le principali attrazioni ! 🙂 La Collina dei Licabetto  o dei lupi è ideale per le  foto con vista panoramica. La cima si può raggiungere sia a piedi sia con la funicolare . Consiglio di non mettere la collina del Licabetto  in programma lo stesso giorno dell’ Acropoli o comunque non nel giorno in cui camminerete di più, soprattutto se volete salire a piedi.

n.b. Alcune guide segnalano che ad Atene c’è foschia da inquinamento. In effetti è vero e si nota soprattutto quando si cerca di fotografare il panorama dall’alto.

Tempio di Poseidone

Allontanandosi da Atene in direzione della città di Sunion, verso sud lungo la cosiddetta Costa di Apollo , si arriva a Capo Sunio.

La Costa di Apollo si puo’ definire come la riviera di Atene ed è ben servita dalla metropolitana . Lungo questa strada ci sono gli stabilimenti balneari  e, devo dire che, anche se non mi ci sono potuta fermare perché ero in viaggio verso l’aeroporto, non era niente male. Se trascorrerete molti giorni ad Atene potrà essere un’idea  per una gita fuori porta.
A Capo Sunio ci sono le rovine del Tempio di Poseidone che risale al 440 a.C.. Vale la sosta perché si visita in un baleno e si ha una bellissima vista sul mare …si  riesce a vedere anche il Peloponneso all’orizzonte. Il sito è a pagamento ed è molto frequentato.
Il Tempio di Poseidone è ideale per fare #fotografia, soprattutto se ci capitate al tramonto ( o all’ alba) . In generale di luce ce n’è da vendere!  Personalmente non sono ancora così avanti e mi sono accontentata di fare una panoramica con il cellulare per farvi capire com’è il sito. 🙂 Dalla foto che ho fatto io non si vedono gli isolotti che si trovano a ridosso della costa…..

Santuario di Artemide
Proseguendo in direzione dell’ aeroporto internazionale Eleftherios Venizelos, si può’ visitare il Santuario di Artemide.

Situato nei pressi della città di Vravrona è un piccolo sito ( a pagamento), la cui storia è spiegata molto bene su  www.greciaturismo.net e che qui riporto testualmente:

” […] La storia di questo sito è affascinante. Secondo la legenda evocata da Euripide nella tragedia Ifigenia in Tauride, la figlia di Agamennone, Ifigenia, fuggita in Tauride (l’odierna Crimea) per sottrarsi alla minaccia del sacrificio da parte del suo padre e poi tornata a Brauron con il simulacro sacro di Artemide, mettendo le fondamenta del santuario di Artemide Brauronia. Il fulcro della leggenda è questo misterioso Tempio di Artemide, del quale oggi restano solo le fondamenta. Artemide era figlia di Zeus e sorella gemella di Apollo, l’equivalente greco della dea romana Diana. Era adorata qui a Vravrona, dove ogni quattro anni si tenevano le Brauronie, grandi celebrazioni con misteriosi rituali in cui giovani ragazze si travestivano da orsi e ballavano, ma come molti degli antichi culti greci, per esempio quello fondato a Eleusi, non sappiamo esattamente che cosa avesse luogo e perché. Nel santuario celebravano giovani sacerdotesse, le arse, vestite di tuniche color zafferano e consacrate alla divinità all’età di 7 anni. Nel IV secolo a.C, la zona è stata inondata e le comunità locali sono scomparse. Il paese di Vravrona venne ricostruito, ma i lavori di riscoperta dell’antico sito di Vravron non iniziarono prima del 1946, per continuare fino al 1963. Gli scavi hanno portato alla luce anche un tempio del V secolo a.c.[….]”

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